Le domande più frequenti

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1. A QUANTO AMMONTANO LE PERDITE IDRICHE NEGLI ACQUEDOTTI ITALIANI?

I dati sono sconcertanti. La perdita media delle rete idriche italiane si attesta attorno al 40% in un range compreso tra 25 e 75% a seconda del territorio, della vetustà delle reti idriche, della manutenzione, del tipo di materiale con le quali queste sono state realizzate, dei furti, ecc.
Il motivo risiede principalmente nel fatto che le dorsali idriche sono state costruite molti anni addietro, abbiamo addirittura condotte del 1862 ancora in esercizio e, a causa della difficoltà di sostituzione delle stesse queste si sono naturalmente deteriorate generando ingenti perdite e comportando il disagio attuale.

Stando all’ultima rilevazione di alcune autorevoli fonti, le perdite stimate solo in Italia ammontano a 2,61 miliardi di metri cubi d’acqua l’anno.

Ma l’acqua, non dovrebbe essere un bene di prima necessità?        
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2.QUANTO COSTA TUTTO CIO’?

Mediamente la produzione e distribuzione dell’acqua potabile ha un costo di 0,30€/mc a cui si aggiungono i mancati guadagni, indicativamente di 0,70€/mc, che, in base ai dati riportati nella domanda precedente, corrisponderebbero a circa 226 milioni di € buttati via, che ovviamente sono a carico della popolazione italiana.

3. E NEL RESTO D’EUROPA?

Non molto diversa è la situazione che riguarda le perdite idriche riferite ad altri stati della Comunità Europea.

Prendiamo ad esempio in considerazione la Francia, dove la situazione, secondi fonti note, è pressochè catastrofica. Le perdite idriche, infatti, ammontano a circa il 26%, pari a 1,5 milioni di mc/anno, pari a circa 2,4 milioni di € ipotizzando un prezzo medio di 1,60 €/mc.

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Anche in Inghilterra e Galles, la perdite idriche rappresentano un grosso problema. Le stesse ammontano al 19%, che corrispondono a circa 3,280 milioni di litri di acqua persi attraverso le tubazioni (14 milioni di vasche d’acqua).

Più rassicuranti, invece, sono i dati che ci vengono forniti dalla Germania, nella quale le perdite idriche corrispondono soltanto al 7%.

3. COME FUNZIONA NEPTUNE?

Neptune per individuare le perdite utilizza le costellazioni satellitari che orbitano attorno alla Terra a 400 km di altezza. Il vantaggio di tale tecnologia risiede nel fatto che con poche immagini satellitari si riesce a fotografare un intero comprensorio di centinaia di chilometri quadrati con risoluzioni che variano da 2 a 30 metri.

Una volta identificata l’area inizia la parte di analisi dei dati ricevuti che permettono di individuare l’umidità del terreno entro un paio di metri di profondità. Chiaramente questo processo non è così semplice in quanto il territorio, l’urbanizzazione e altri fattori concomitanti (come ad esempio il traffico) creano un disturbo che deve venire opportunamente filtrato.

4. COSA SI INTENDE PER IMMAGINI SATELLITARI?

Siamo soliti intendere come “immagine satellitare” una vera e propria foto ottica in stile Google Maps (TM).

In realtà l’immagine che utilizza Neptune è una rappresentazione grafica delle frequenze di backscattering ricevute, ad ogni frequenza corrisponde quindi una tonalità di colore che nel nostro caso identifica una indice di umidità.

5. QUALI SONO LE FASI DI RICERCA DI NEPTUNE?

Le fasi di ricerca utilizzate da Neptune per l’individuazione delle perdite idriche sono le seguenti:

a – Individuazione dell’area interessata

b – Acquisizione delle immagini satellitari della zona interessata e della mappatura della rete idrica 

c – Elaborazione delle immagini satellitari

d – Ricerca delle perdite idriche

e – Sopralluogo e individuazione delle perdite idriche con utilizzo di strumenti di ultima generazione, non invasivi

f – Riparazione delle tubazioni danneggiate

6. QUALI SONO I VANTAGGI CHE OFFRE NEPTUNE?

Il vantaggio principale che Neptune offre ai suoi clienti è la velocità di risposta del sistema. Se un comprensorio di un centinaio di chilometri quadrati richiede mesi (indicativamente 6) di perlustrazione, con Neptune tutto ciò si riduce a qualche settimana. Abbiamo quindi un vantaggio immediato dato dalla riduzione dei tempi della ricerca, la riduzione dei rischi che essa comporta (principalmente il personale in strada) ma soprattutto la possibilità di andare ad intervenire immediatamente sulle perdite riducendo così i metri cubi annui persi.

Un altro vantaggio che il servizio di  Neptune offre è la totale assenza di burocrazia, riducendo notevolmente il periodo di intervento e di ripristino direttamente in loco dal danno subito.

7. CHI PUO’ AIUTARE NEPTUNE?

Neptune è l’incontro tra la tecnologia spaziale e i bisogni di acquedotti ed enti di bonifica. Le perdite sono un problema reale che non è mai stato risolto se non in parte proprio a causa delle difficoltà che si riscontrano nella ricerca.Spesso infatti, si verificano perdite sotterranee in zone del territorio difficili da individuare, è il caso di perdite che si trovano su terreni agricoli, dove neppure gli strumenti più avanzati utilizzati comunemente dei gestori delle rete idriche riescono ad individuare. 

La tecnologia innovativa che utilizza Neptune è in grado di scovare, anche in queste zone, la presenza delle stesse. 

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